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Tutte le volte che abbiamo amato Stefano Accorsi (avviso: sono tante)

foto Luca Babini Fissare un’intervista con un attore poco prima che vada in scena è come chiedere udienza al Papa mentre varca la soglia di un concilio. Missione, al 99%, impossibile. Anche con Stefano Accorsi, per un attimo, abbiamo ...

foto Luca Babini

foto Luca Babini

Fissare un’intervista con un attore poco prima che vada in scena è come chiedere udienza al Papa mentre varca la soglia di un concilio. Missione, al 99%, impossibile. Anche con Stefano Accorsi, per un attimo, abbiamo temuto di finire nella casistica delle occasioni mancate. L’appuntamento previsto viene rimandato due volte. Al terzo rinvio, l’ansia fa capolino, insieme a un triste senso di rassegnazione. Che per fortuna dura solo qualche minuto. Un suo sms spazza via tutto: «Ci sono».

Scritto, fatto: lui c’è, nel vero senso della parola. Non solo nei tempi (alla fine si è scavato un’oretta), ma soprattutto nei modi. Parla con la stessa delicatezza con cui sono disegnati i suoi lineamenti. Avvolto in una sciarpona per proteggere la voce, si presenta in tuta, scarpe da ginnastica e «polvere da palcoscenico. Molto elegante, lo so». Poi sorride, con quel sorriso che ha fatto innamorare ogni italiana almeno tredici volte. Sfogliare la gallery per credere.

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Lo stesso sorriso, nel 2018, continua a conquistarci. Così.

foto Chico DeLuigi

Sul set di “Made in Italy” (foto Chico DeLuigi)

In Made in Italy di Luciano Ligabue (al cinema dal 25 gennaio), l’attore bolognese intenerisce nei panni di Riko, operaio emiliano a cui la vita routinaria comincia a stare stretta.

Sul set di

Sul set di “A casa tutti bene” insieme al collega e amico Pierfrancesco Favino

In A casa tutti bene, l’ultima commedia firmata Gabriele Muccino (attesa per il 14 febbraio), fa battere il cuore nel ruolo di Paolo, 40enne separato che ritrova la passione.

Sul palco

Sul palco

A teatro, poi, fa sognare: fino ad aprile, insieme a Marco Baliani, porta in giro per l’Italia il terzo, fiabesco capitolo di una trilogia dedicata ai grandi autori italiani. Dopo L’Orlando Furioso di Ariosto e il Decamerone di Boccaccio, quest’anno è la volta di rileggere Lo cunto de li cunti di Basile. E di incantare il pubblico con uno spettacolo dal nome piuttosto esplicativo: Favola del principe che non sapeva amare. Ci racconti la trama in un tweet? «Dopo una giovinezza trascorsa tra ricchezza, vizi e abuso di potere, il protagonista scopre l’odore del sangue, la puzza degli escrementi. E comincia a capire il significato della parola amore». Tu l’hai capito? «Non so. Come dice la canzone di Vinicio Capossela Che coss’è l’amor?, non c’è una risposta, ce ne sono tante. L’importante, però, non è capirlo, ma viverlo». Viverlo a 46 anni è diverso che a 36, a 26, a 16? «Quando lo incontri è sempre una grande esplosione. L’età, però, mi ha insegnato a non cercare di riprovare esattamente le stesse emozioni del passato, tanto è inutile: ogni momento è diverso. Molto meglio abbandonarsi al nuovo che arriva. Così si scoprono altre sfaccettature dell’amore. E della vita». Per sapere che cosa ha scoperto Stefano dell’amore e della vita, leggete l’intervista completa a p. 107 di  Glamour di febbraio.

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