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Lex Market

27 Jun 17

connessione

Riflettiamo !

Nelle otto (8) nazioni più ricche del mondo, quelle con il pil più alto, 1.75 miliardi di persone non sono connesse, e di queste 1 su 3 vive in grandi centri urbani.

Il dato emerge da uno studio di WBA (wireless broadband alliance). Gli otto paesi sono USA (78,4 milioni non connessi - il 24% della popolazione), REGNO UNITO (8,4 milioni - 13%), GERMANIA (10,7 milioni - 13%), RUSSIA (39,3 milioni - 27%), GIAPPONE (20,2 MILIONI - 16%), INDIA (853 milioni - 68%), CINA (649 milioni - 47%) e BRASILE (90,6 milioni - 43%).

La considerazione che si può trarre da questi dati è che la mancanza di connessione con la rete non è, come troppo spesso viene detto,  un problema che riguarda esclusivamente le aree rurali ed in paesi in via di sviluppo, ma è, al contrario, un tema che riguarda anche i paesi maggiormente industrializzati. (Es: LONDRA = 625.000 persone non connesse e NEW YORK = 1.600.000 persone).

Quindi vale la pena di riflettere per gli investitori in pubblicità sul rifiuto modaiolo ad investire sui mezzi classici di comunicazione del settore come i giornali.. e quando ve lo dice GLOBElife che è il n°1 al mondo nella moda-capelli professionale nel web.

23 Jun 17

sgravi pubblicità

È atteso un balzo degli investimenti su quotidiani e periodici per chi aumenta la spesa in comunicazione. Entrerà in vigore domani il nuovo sistema di benefici fiscali per chi aumenta i suoi investimenti pubblicitari su quotidiani, periodici, tv e radio locali.

Oggi, infatti, è programmata la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legge 50/2017 convertito nella legge n.96 (sul supplemento ordinario n.31 della G.U., n.144). Legge che in particolare prevede sgravi fiscali al 75% per chi aumenta quest'anno di almeno l'1% i suoi investimenti in pubblicità. Incentivi che salgono, poi, al 90% nel caso di pmi, micro-imprese e start-up inserzioniste.

Sul tavolo, tra l'altro, c'è anche un'altra proposta che punta a offrire sgravi fiscali per chi compra giornali, a partire dai singoli privati che sottoscrivano per esempio abbonamenti alle testate preferite.

20 Jun 17

cosmetici

The average Spanish consumer spent €147 on beauty products in 2016; a decline of 3% on the average spend of 2015, according to the latest data from the Personal Care Consumer Panel from Kantar Worldpanel, the world leader in consumer panels. In total, 32.5 million consumers, female and male, over the age of 15 have bought one of these products in the last year. The average frequency of purchase is once every three weeks. Most commonly bought products are oral care (24.9 million buyers), hair care (24.7), bath and shower products (21.8) and deodorants (20.9).

The decrease in spending on beauty products can be explained partially by a simplification of beauty and hygiene routines. In 2016, women used an average of 11 cosmetic products a week and men an average of six, in both cases this is one less item than in 2008. The eliminated product has been taken out of morning routines, which is when most products are usually used. Interestingly, shoppers across all age groups have reduced their use, although the biggest drop was in those between the ages of 25 and 44.

This trend has benefitted products that are convenient and have multiple benefits such as micellar water or BB or CC creams. The micellar facial cleansing waters have been bought by over half a million individuals (six times more people than in 2013), while tinted moisturising creams have grown 51% since 2013 and bought by almost two million people in Spain last year.

In response to the industry’s growing need for insight and information from the perfume and cosmetics industry, Kantar Worldpanel has expanded its consumer panel for health and beauty by 67%. Since the first quarter of 2017, purchasing information in this sector has been provided by 20,000 participants, the largest sample of individuals in Spain. This increase provides greater granularity and robustness in analysis, and a more complete view of both the buyer and user.

22 Jun 17

l'oreal

Christophe Schmutz beeinflusste mit seinem Team maßgeblich das Wachstum der Marken der Division Professionelle Produkte in Deutschland. Zudem hat Christophe Schmutz gemeinsam mit seinem Team die Branche weiterentwickelt und dem deutschen Friseurmarkt neue Impulse gegeben. Dazu hat insbesondere die Ausbreitung des „Salon Emotion“-Konzeptes beigetragen, sowie die sukzessive Digitalisierung des gesamten Geschäftsbereichs.

Ihr Engagement, ihre Leadership-Qualitäten und ihre Teamorientierung sind ideale Voraussetzungen für eine erfolgreiche Fortsetzung der von Christophe Schmutz initiierten Maßnahmen zur konsequenten Weiterentwicklung der Partnerschaften im professionellen Haar- und Kosmetikbereich. „Ich bin fest davon überzeugt, dass Suzan Schlag die Strategie des Geschäftsbereichs erfolgreich weiterführen wird“, so Laurent Dubois.

21 Jun 17

cosmetica italia

Il valore della produzione di cosmetici in Italia nel 2016 ha toccato i 10,5 miliardi di euro, che salgono a 15 miliardi se si considera l’intera filiera cosmetica, partendo dalle materie prime, fino ai macchinari e all’imballaggio.
In Europa il nostro Paese è il quarto sistema economico della cosmetica dopo Germania, Regno Unito e Francia con 35mila occupati, che salgono a 200mila con l’indotto.
Le donne impiegate nel settore rappresentano il 54% (circa 19.000), mentre la media dell’industria manifatturiera è ferma al 28%. I laureati totali sono pari all’11% degli occupati, contro una media nazionale del 6% e le donne laureate sono circa 1.700, il 45% dei laureati nel settore. Oltre agli specializzati in chimica farmaceutica e cosmetologia, sono numerosi gli addetti specializzati in economia e marketing di canale.
Per l’innovazione, la tecnologia, la ricerca e lo sviluppo le imprese della cosmesi in Italia investono circa il 7% del fatturato, contro una media nazionale stimata attorno al 4%.
Inoltre, la cosmetica copre il 44% degli investimenti in comunicazione dei beni “non food” e il 60% del make-up distribuito nel mondo è fabbricato in Italia.
Il valore dell’export nel 2016 ha registrato una crescita record del 12,3% e la bilancia commerciale ha toccato i 2,3 miliardi di euro. Dal 2000 la crescita delle esportazioni è superiore all’incremento della domanda di cosmetici, a testimonianza dell’aumento della competitività italiana nel settore.




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